Vessicchio: "Ho criticato Amadeus, non cambio idea. Vorrei una cosa per i giovani"
In un'intervista il maestro Giuseppe Vessicchio ha parlato del Festival di Sanremo e di altri temi.

Intervistato in esclusiva a La Stampa, Giuseppe Vessicchio ha risposto così sulle lacune tecniche dei cantanti di oggi: "Se chiede a un artista su che nota si sta esibendo, spesso non te lo sa dire. E vale anche per i nomi affermati. Il talento viene lasciato allo stato brado invece è fondamentale insegnare i codici tecnici. Auto-tune? Come effetto potrei contemplarlo. Comunque sempre più artisti lo stanno abbandonando perché è omologante: usandolo, le voci diventano tutte uguali".
"Vorrei dare loro quello che non ho avuto io. Sono nato in periferia e da ragazzo ho dovuto fare i salti mortali per studiare quello che desideravo. A 15 anni provai a iscrivermi in conservatorio ma non mi presero: l’ingresso era a numero ridotto e aveva la precedenza chi già studiava lì alle medie. Così mi sono dovuto iscrivere al liceo scientifico e, a latere, studiare musica. Fu davvero dura" ha continuato il noto maestro musicale.
Conclusione di Vessicchio sul Festival di Sanremo: "Amadeus ha fatto oggettivamente tanto. Io gli mossi qualche critica e ancora adesso penso che lo sbilanciamento verso l’attualità faccia bene più allo spettacolo che non alla comunità della musica. Amadeus poteva osare nell’inserire più classici. Tuttavia i dati sono incontrovertibili: dall’Auditel allo streaming, tutto dà ragione a lui".








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